Aziende e sostenibilità: quali sono le novità 2022?

Aziende e sostenibilità, un connubio perfetto in un anno dove gli scenari sono sempre più sfidanti: da una parte emergono continuamente nuovi vincoli per ridurre l’impatto ambientale della produzione e dei servizi.

Dall’altra cresce la consapevolezza da parte di manager e imprenditori che un ambiente di lavoro più rispettoso e creativo è possibile.

Quando un’azienda è sostenibile?

Negli ultimi vent’anni si è compreso sempre di più che un’azienda che adotta pratiche sostenibili ha dei benefici non solo legati a ragioni etiche e reputazionali.

Effettivamente arriva ad ottenere un rendimento più alto in termini di crescita e successo, rispetto ai competitor che non lo fanno.

La sostenibilità economica, infatti, è uno dei tre pilastri che si trovano alla base della sostenibilità di un’azienda, insieme a quella ambientale e sociale.  

Controllando e arginando il proprio impatto ambientale le aziende possono intervenire attivamente sulla lotta al cambiamento climatico e su altri fattori legati all’ambiente. 

Anche la sostenibilità rivolta ai temi sociali di un’impresa è ormai riconosciuta come un obiettivo con valenza economica da perseguire attraverso azioni mirate.

Secondo il censimento dell’Istat, circa il 70% delle imprese con almeno 3 addetti dichiara di aver realizzato almeno una misura relativa alla sfera sociale.

La misura più diffusa è la flessibilità oraria, attuata dal 47,3% delle aziende (il 64,4% tra le grandi).

Seguita (con percentuali uguali o superiori al 40%) dalla possibilità di sviluppo professionale, la garanzia di pari opportunità e il coinvolgimento negli obiettivi aziendali.

Per quanto riguarda le azioni di sostegno alla genitorialità, poco più di un quarto dell’imprese ha praticato l’estensione di permessi, congedi o part time per la nascita di un figlio oltre quanto previsto dalla legge. 

Aziende e sostenibilità: quali sono i settori più interessati?

Il settore del packaging, dove passare a un’economia circolare richiede, tra le altre cose, di ripensare materiali e processi consolidati da anni.

Un settore dove le tecnologie già mature per la raccolta l’analisi e la storicizzazione dei dati, insieme ad altre tecnologie 4.0, permettono di unire le realtà virtuale e fisica.

L’obiettivo è quello di sviluppare servizi innovativi che generano valore aggiunto lungo tutta la filiera.

Servizi che vanno dai technology provider, passando per i costruttori di macchine e fino a giungere agli end-user, le aziende.

Dal punto di vista settoriale, le imprese dell’industria in senso stretto si distinguono in tutte le azioni, con una diffusione anche di 10-15 punti percentuali superiore alla media.

Gli investimenti per la gestione efficiente e sostenibile dell’energia evidenziano un interesse diffuso delle imprese verso la riduzione dei consumi unitamente all’isolamento termico.

Molto meno diffusi sono la produzione di energie rinnovabili (che raggiunge comunque l’8-9% nelle costruzioni) e il recupero del calore prodotto.

Altro settore proiettato verso la sostenibilità è il settore manifatturiero.

Per costruire questo percorso di crescita nell’ottica di adeguamento 4.0 delle imprese della manifattura italiana, è necessario continuare a investire e approfondire le principali novità tecnologiche in ambito di digitalizzazione, formazione e sostenibilità.

Nel 2022 non c’è crescita senza sostenibilità, e di questo tutto il comparto è ben consapevole, dando prova di realismo e responsabilità.

Il 39% delle aziende rispondenti all’Osservatorio Mecspe si ritiene già sostenibile, grazie alla messa in campo di azioni specifiche, quali:

  • l’uso di dispositivi a basso consumo energetico;
  • l’acquisto di macchinari e/o impianti efficienti di nuova generazione;
  • l’installazione di impianti di produzione d’energia elettrica e termica da fonti rinnovabili.

Come puoi rendere la tua azienda sostenibile?

Il primo passaggio fondamentale per rendere un’azienda sostenibile è quello di integrare gli obiettivi di sostenibilità al centro delle strategie di sviluppo di un’impresa.

Oltre a quello che abbiamo scritto sinora, questo significa anche che la sostenibilità deve essere presa in considerazione relativamente a tutti i rapporti intrattenuti dall’organizzazione con il mondo esterno:

  • i lavoratori e le loro famiglie;
  • le comunità e le istituzioni nel territorio (compresi università e centri di ricerca);
  • i fornitori e le imprese dell’indotto;
  • gli investitori e i consumatori.

Aziende e sostenibilità: primo step

Per iniziare, occorre identificare, attraverso una sorta di audit di sostenibilità, tutto quello che deve essere modificato per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità, individuando anche quali sono le persone che hanno un ruolo critico per raggiungere i target.

A questo punto è possibile costruire una roadmap che specifichi i progetti che devono essere messi in atto, nonché le metriche che devono essere seguite per valutarne il successo.

Ovviamente, i progetti di sostenibilità possono essere molto differenti da azienda ad azienda, dal momento che per ogni specifica realtà entrano in gioco fattori legati ai processi produttivi, alle dimensioni, alle relazioni con i fornitori, ecc.

Ciò non toglie che esistono alcune azioni di base che possono essere attuate più o meno da tutte le imprese, come ad esempio la dematerializzazione delle attività.

La sostenibilità, infatti, può essere favorita da un approccio paperless, che eviti il più possibile l’impiego della carta in favore delle più moderne ed efficienti soluzioni digitali; allo stesso modo va limitato l’utilizzo della plastica da parte dei dipendenti.

In tutti i contesti organizzativi è possibile promuovere progetti volti al riciclo e al recupero delle materie prime utilizzate, nonché l’adozione di politiche volte al risparmio energetico, come ad esempio la sostituzione delle lampadine tradizionali con i più efficienti Led. 

In maniera similare, il passaggio alla mobilità elettrica per la flotta aziendale può avere ricadute positive per l’ambiente, così come l’installazione di impianti fotovoltaici.

Aziende e sostenibilità sociale

Dal punto di vista della sostenibilità sociale, tutte le aziende hanno la possibilità di promuovere progetti volti a favorire la diversità in azienda e la conciliazione tra vita privata e lavorativa.

Progetti che supportano iniziative volte a favorire una cultura della sostenibilità interna.

Un’azienda sostenibile, inoltre, deve tendere a non chiudersi in sé stessa. Deve aprirsi al mondo esterno, partecipando a iniziative benefiche, incontri pubblici e di networking con altre organizzazioni, che possono servire a stimolare l’innovazione interna.

Le tre P dell’azienda sostenibile

Quello delle 3P è un paradigma che è stato teorizzato per la prima volta nel 1994 da John Elkington, secondo cui esistono tre dimensioni della sostenibilità aziendale. La sostenibilità aziendale è dunque caratterizzata dalla dimensione:

  • ambientale (Planet);
  • sociale (People);
  • economico-finanziaria (Profit);

Relativamente al primo punto, le imprese sostenibili devono realizzare prodotti e servizi che
rispettino l’ecosistema, ad esempio riducendo al minimo le emissioni di anidride carbonica nell’aria oppure non utilizzando materie che danneggino l’ambiente.

Relativamente alla seconda P (People), ovvero la dimensione social, si intende che le attività di impresa non solo devono rispettare l’ambiente circostante. Hanno anche l’obbligo di prendersi cura delle comunità locali, coinvolgendole nelle proprie attività e valorizzando le iniziative presenti nel territorio.

Nella P di People c’è anche la gestione delle risorse umane, ovvero l’adeguata formazione e lo sviluppo del personale, la valorizzazione e la valutazione delle competenze e professionalità.

Per quanto riguarda la Terza P, la dimensione economica-finanziaria (Profit), il riferimento è alla necessità che l’attività d’impresa porti alla creazione di profitto e valore aggiunto, rendendone così possibile la sua competitività sul mercato.

Se un’organizzazione riesce a rispettare il paradigma 3P può davvero dirsi sostenibile e ottenere così tutta una serie di benefici, economici e non solo.

Dal punto di vista del business, la sostenibilità aziendale apre le porte alla possibilità di sviluppare più agevolmente prodotti/processi innovativi, capaci di assicurare un vantaggio competitivo sul mercato.

Aziende e sostenibilità: quali sono i vantaggi?

L’impresa sostenibile integra nelle sue strategie obiettivi economici, di benessere e di dignità delle persone in tutto il ciclo produttivo e obiettivi di salvaguardia ambientale, con un approccio di economia circolare.

Molte imprese eccellenti (oggi sono già tra il 15 e il 20%) dichiarano finalità di bene comune, come:

  • qualità dei servizi a favore dei clienti;
  • sicurezza e il benessere dei lavoratori;
  • crescita del territorio nella salvaguardia dell’ambiente.

Ma quali sono i vantaggi di un’impresa sostenibile?

Posizionamento strategico di mercato

Le imprese sostenibili hanno innanzitutto il vantaggio di un posizionamento strategico e di mercato con maggiori barriere all’ingresso.

In che modo? Fidelizzando segmenti di mercato più ricchi, più evoluti e in crescita.

Altri vantaggi strategici derivano da politiche di miglioramento continuo e dalla condivisione delle strategie da parte degli stakeholder.

Maggiore efficienza interna

Una seconda tipologia di vantaggi per aziende e sostenibilità riguarda la maggiore efficienza interna, con più impegno e cooperazione nell’impresa grazie al coinvolgimento dei dipendenti e dei collaboratori.  In una ricerca condotta su un ampio campione di imprese è stato rilevato che le aziende sostenibili hanno una produttività per addetto superiore di 21.000 euro annui.

Inoltre, l’armonia e la fiducia nei rapporti creano un clima aziendale sereno che dà spazio alla creatività, con contratti e rapporti con fornitori e clienti più chiari e di fiducia.

Vantaggi informativi

Una terza tipologia riguarda i vantaggi informativi che si ottengono dal dialogo con i cittadini “consum-attori”.

Tale impresa riceve maggiori elementi sul mercato e una visione altra sui processi; da ciò deriva una maggiore ponderazione e decisioni migliori.

Stabilità e solidità

Per un’impresa responsabile, la quarta tipologia di vantaggi riguarda la stabilità e la solidità nel tempo.

Questo è dovuto a una reputazione solida (che porta a una maggiore comprensione da parte dei clienti per gli eventuali errori) e a una capacità d’innovazione orientata all’ambiente e alla soddisfazione dei bisogni delle persone.

Ciò rende l’impresa naturalmente proattiva e capace di anticipare vincoli e regolamentazioni future. L’impresa sostenibile ha anche costi legali e di conflitto più bassi e una maggiore capacità di resilienza.

Nel complesso, secondo molte analisi, le imprese responsabili sono più profittevoli e riescono a distribuire maggiori risorse agli stakeholder.

La sostenibilità richiede di essere perseguita in modo consapevole e determinato, costruendo e attivando nuovi strumenti di analisi di gestione e mediazione.

Va ripensato il sistema interno di valutazione delle performance per considerare insieme i risultati economici, sociali e ambientali.

Si tratta comunque di una transizione ineludibile, che può essere affrontata solo con una visione di lungo termine e con valori forti che considerano l’impresa come un attore chiave per il benessere della società.

Come avrai capito al giorno d’oggi un’azienda per essere competitiva e differenziante deve essere sostenibile.

Oltre a goderne i vantaggi sopraelencati può godere di incentivi che premiano la sostenibilità.

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