Le SIAVS: cresce l’innovazione ad impatto sociale

Le SIAVS, (Start up Innovative a Vocazione Sociale) possono essere definite come organizzazioni ibride, che perseguono obiettivi sia economici sia sociali o ambientali.

Le SIAVS e la loro mission

Al giorno d’oggi stiamo assistendo a una vera e propria “corsa alla sostenibilità” da parte di enti pubblici e privati.

Una corsa che ha come traguardo il raggiungimento dell’equilibrio tra i tre elementi fondanti della sostenibilità, ovvero gli aspetti ambientali, sociali ed economici.

Le SIAVS fanno della sostenibilità il cuore della loro Vision. Il fine ultimo del loro operato, senza tuttavia mettere in secondo piano la profittabilità delle proprie attività.

Queste organizzazioni sono focalizzate sul creare un valore sociale e condiviso piuttosto che un vantaggio solo per l’organizzazione stessa.

A differenza delle startup tradizionali, che perseguono esclusivamente obbiettivi economici.

Le startup a significativo impatto sociale, inoltre, sono organizzazioni che introducono un’innovazione sociale. Vale a dire una nuova soluzione a un problema sociale, più efficace, efficiente e sostenibile di quelle precedentemente proposte.

Queste startup sono dunque caratterizzate da una “natura ibrida”, imputabile al fatto di voler raggiungere obiettivi sociali e/o ambientali unitamente a obiettivi finanziari.

Come si configurano le SIAVS?

Le SIAVS (Startup Innovative a Vocazione Sociale) si configurano a tutti gli effetti come delle startup innovative, sia dal punto di vista delle caratteristiche strutturali , ovvero “organizzazioni temporanee con lo scopo di cercare un business model scalabile e ripetibile” che dal punto dei requisiti formali e sostanziali definiti dal Mise.

A livello normativo in Italia è stato introdotto nel 2012 un albo delle Startup Innovative (articolo 25 del D.L. 179/2012.) il quale ha permesso alle startup innovative a significativo impatto sociale di certificarsi come Startup Innovative a Vocazione Sociale (SIAVS).

Quest’ultime, in aggiunta ai requisiti del Mise di cui sopra, devono inoltre tassativamente operare in uno o più dei seguenti settori:

  • assistenza sociale;
  • assistenza sanitaria;
  • valorizzazione del patrimonio culturale;
  • turismo sociale;
  • educazione, istruzione e formazione;
  • tutela ambiente e dell’ecosistema;
  • ricerca ed erogazione di servizi culturali;
  • formazione universitaria e post-universitaria;
  • formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica e al successo scolastico e formativo.

In aggiunta all’obbligatorietà di operare in almeno uno di questi settori di riferimento, le SIAVS, devono inoltre impegnarsi annualmente a dare evidenza dell’impatto sociale prodotto.

Quest’ultimo risulta fondamentale per “certificare” la reale dimensione sociale della startup, rappresentando a tutti gli effetti una previsione precisa e credibile dell’effetto che la startup intende produrre nell’interesse generale della società. È importante che sia dettagliato con dati qualitativi e quantitativi oggettivamente misurabili.

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Le S.I.A.V.S hanno gli stessi requisiti delle start up innovative?

Le SIAVS devono comunque, deve in ogni caso possedere gli stessi requisiti delle altre start-up innovative ovvero oltre ai requisiti c.d. “societari” anche almeno uno tra i seguenti ulteriori requisiti e precisamente:

  • livello delle spese in ricerca e sviluppo superiori o uguali al 15% del maggior valore fra costo e valore totale della produzione;
  • impiego come dipendenti o collaboratori di laureati, dottori di ricerca e ricercatori per almeno un terzo della forza lavoro complessiva (oppure dei due terzi di questa costituiti da persone con laurea magistrale);
  • l’essere titolare di almeno un brevetto per una invenzione industriale, biotecnologica, ecc. o dei diritti relativi ad un software originario registrato presso la SIAE.

Ora, il richiamare la disciplina dell’“impresa sociale” serve per qualificare la “socialità” dell’attività realizzata dalla start-up innovativa a vocazione sociale.

Quindi a limitare l’ambito della sua operatività senza che ciò comporti la dovuta applicazione della normativa dell’impresa sociale.

SIAVS: quali sono i vantaggi?

La crescente attenzione da parte delle istituzioni, degli investitori e dei clienti per soluzioni sostenibili, non solo economicamente ma anche dal punto di vista sociale e ambientale, potrebbe rappresentare un vantaggio competitivo.

Inoltre, le startup a significativo impatto sociale potrebbero beneficiare di una forte motivazione da parte degli imprenditori sociali, i quali sono caratterizzati da una grande passione per la propria attività. e ottenere quindi prestazioni simili alle altre startup.

Vale la pena sottolineare come una SIAVS goda di agevolazioni fiscali superiori rispetto a quelle normali.

Le SIAVS e i benefici per chi investe

Investire nelle startup innovative a vocazione sociale (SIAVS) può risultare meno attraente, perché il ritorno sull’investimento è inferiore rispetto a quello di una tradizionale startup innovativa.

Dunque, per evitare che l’avviamento e la crescita di questo tipo di imprese sia penalizzato, il MISE ha incrementato l’entità dei vantaggi fiscali per chi vi investe.

Restano intatti i vantaggi previsti per le tradizionali startup innovative, ovvero:

  • esenzione dal pagamento delle imposte di bollo e dei diritti camerali;
  • accesso facilitato al fondo di garanzia;
  • possibilità di remunerare attraverso la partecipazione di capitali.

Ma le agevolazioni fiscali passano:

  • dal 19% al 25% per le persone fisiche che investono in startup innovative a vocazione sociale (SIAVS);
  • dal 20% al 27% per le persone giuridiche che investono in startup innovative a vocazione sociale (SIAVS).

Le SIAVS in Italia: i dati 

Il tasso annuo di crescita composto delle startup innovative a vocazione sociale in Italia è stato del 52%. Vale la pena inoltre riportare alcuni interessanti dati di queste realtà:

  • il 66% delle startup innovative a vocazione sociale fattura meno di 100mila euro, solo il 4,9% più di 500mila euro (percentuale che nelle startup innovative regolari sale al 10,6%);
  • l’84% delle SIAVS ha meno di 4 dipendenti, ma con un alto tasso di personale qualificato (31%), maggiore rispetto alla media delle startup innovative (26%);
  • il 7% delle startup innovative a vocazione sociale è composta esclusivamente da donne (3% la media delle startup innovative). Il 4% ha una presenza femminile maggioritaria;
  • il 10% delle SIAVS ha un organico composto esclusivamente da under 35.
  • Alla fine del 2021 in Italia si contavano 486 startup a significativo impatto sociale certificate: un dato che cresce del 28 per cento in un anno, oltre il doppio dell’incremento medio (12 per cento) delle altre startup. Questi e altri dati sono contenuti nel nuovo report redatto da Social innovation monitor (Sim).

Per quanto riguarda la collocazione geografica, è il nord-ovest a far da padrone e in particolare la Lombardia, si tratti di società benefit, SIAVS o B Corp.

Una fotografia che si ripropone anche allargando il campo a tutte le startup innovative: delle 12.688 operative in Italia alla fine del 2021, oltre la metà ha sede al nord (54,4 per cento), il 21,2 per cento si trova nelle regioni centrali e il 24,4 per cento al sud e nelle isole.

Dati che testimoniano da un lato l’ottimo lavoro svolto dalla Lombardia, e dall’altro lato l’importanza per gran parte delle altre regioni di introdurre politiche e strategie che consentano di aumentare la propria attrattività.

Impatto sociale e risultati economici: le startup più virtuose

Insieme all’impatto sociale positivo di queste realtà crescono anche i risultati economici. Lo studio Sim ha individuato le 23 startup a significativo impatto sociale e ambientale che si sono distinte particolarmente in termini di ricavi, numero di dipendenti e finanziamenti ricevuti. Tra queste figure Energy Dome che ha sviluppato una tecnologia basata sull’utilizzo della CO2 per lo stoccaggio di grandi quantitativi di energia elettrica: ai 13,5 milioni di finanziamenti raccolti a fine 2021 se ne sono aggiunti altri 10 nei primi mesi.

Un grande balzo in avanti l’ha mosso XFarm che opera nell’ambito agri tech: sono già 16 i milioni raccolti nel 2022, che si aggiungono ai 3 dello scorso anno.

E ancora Bit Mobility, specializzata nella mobilità elettrica in sharing, conta ben 87 dipendenti e nel 2021 è arrivata a superare la soglia sul valore della produzione prevista per le startup innovative, raggiungendo ricavi superiori a 5 milioni.  Nell’estate del 2022 ha concluso un round di investimenti da 17 milioni di euro.

Anche Uno bravo, la piattaforma digitale che si propone di rendere più accessibile la psicoterapia. Attraverso un algoritmo di matching proprietario, infatti, consiglia a ciascun utente il terapeuta più adatto alle sue esigenze. Un servizio che sarà ampliato, in Italia e all’estero, grazie ai nuovi capitali raccolti. Fonte: Lifegate

Le SIAVS: il ponte tra innovazione e sostenibilità

Le innovazioni sociali sono nuove idee che soddisfano bisogni collettivi, creano relazioni e danno vita a nuove collaborazioni generando prodotti, servizi o modelli.
Protagonista degli ecosistemi imprenditoriali è la startup, definibile come “l’organizzazione temporanea che ha lo scopo di cercare un modello di business replicabile e scalabile.

Sono sempre di più le startup che ambiscono a migliorare il mondo in cui viviamo, orientando la propria attività imprenditoriale verso sfide globali.

Sono le startup a significativo impatto sociale e ambientale, giovani imprese ibride – perché si possono posizionare tra un’impresa for-profit e un’organizzazione non-profit – che ambiscono a generare un significativo impatto sociale o ambientale in aggiunta al proprio ritorno economico.

L’obiettivo principale dell’innovazione sociale – così le definisce l’OCSE – è quello di affrontare sfide sociali complesse fornendo soluzioni innovative.

Innovare non significa inventare nuovi modi per fare le cose di sempre, significa trovare nuove soluzioni ai problemi delle persone.

Conclusioni

Alla luce delle prestazioni di crescita comparabili a quelle delle altre startup, le SIAVS si dimostrano di particolare interesse per i programmi di Open Innovation delle grandi aziende, che potrebbero così sviluppare strategie di Corporate Social Innovation vale a dire strategie aziendali in grado di risolvere problemi sociali o ambientali – rispettando le richieste degli azionisti e innovando l’azienda al tempo stesso.

In aggiunta, le evidenze sulle prestazioni delle SIAVS possono incentivare le organizzazioni che supportano la creazione e lo sviluppo di nuove imprese, come incubatori, acceleratori e startup studio, ad aumentare il loro supporto nei confronti di queste startup.

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