PNRR: fondi e misure a sostegno della ripresa economica

Il PNRR (Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza) offre un sostegno finanziario su larga scala agli investimenti pubblici e alle riforme che renderanno le economie degli Stati membri più resilienti e meglio preparate per il futuro.

Grazie al PNRR, investimenti e riforme si focalizzeranno sulle sfide e sulle esigenze connesse alla transizione verde e digitale. Questo permetterà di assicurare una ripresa sostenibile.

Gli investimenti contribuiranno a creare posti di lavoro. In che modo? Favorendo la crescita sostenibile e rendendo l’Unione Europea più resiliente.

Il PNRR avrà un impatto significativo sulla crescita economica e della produttività. 
Il Governo prevede che nel 2026 il Pil sarà di 3,6 punti percentuali più alto rispetto allo scenario di base.

Nell’ultimo triennio dell’orizzonte temporale (2024-2026), l’occupazione sarà più alta di 3,2 punti percentuali. 

Tale proposta stabilisce che, gli Stati membri preparino propri piani nazionali per la ripresa e la resilienza (PNRR) dove si definisce il programma di riforme e investimenti dello Stato membro interessato per il periodo 2021- 2023.

I piani saranno riesaminati e adattati, ove necessario, nel 2022 per tenere conto della ripartizione definitiva dei fondi per il 2023.

Le priorità del dispositivo per la ripresa e la resilienza sono:

  • promuovere la coesione economica, sociale e territoriale dell’Unione migliorando la resilienza e la capacità di aggiustamento degli Stati membri;
  • attenuare l’impatto sociale ed economico della crisi;
  • sostenere le transizioni verde e digitale, contribuendo a ripristinare il potenziale di crescita delle economie dell’Unione;
  • contribuire ad incentivare la creazione di posti di lavoro nel periodo successivo alla crisi della Covid-19;
  • promuovere una crescita sostenibile.

PNRR: quanto spetta all’Italia?

Il PNRR (Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza) dovrà aiutare l’Italia non solo ad uscire dalla crisi causata dalla pandemia, ma anche di gettare le basi per la crescita futura.

L’Italia riceverà un ammontare complessivo pari a circa 208 miliardi di euro, suddiviso in 127 miliardi di prestiti e 81 miliardi di sussidi. L’ammontare dei sussidi sarà calcolato in due tranche, pari rispettivamente al 70% e al 30% del totale.

Per il loro calcolo saranno utilizzati parametri differenti.

La prima tranche, del 70%, si impiega negli anni 2021 e 2022 e viene calcolata sulla base di parametri che comprendono la popolazione ossia il PIL pro-capite, il tasso di disoccupazione nel periodo 2015-2019 ecc.

Il restante 30 % verrà interamente impegnato entro la fine del 2023 e sarà calcolato nel 2022. Si andrà a sostituire al criterio della disoccupazione nel periodo 2015-2019 i criteri della perdita del PIL reale osservata nell’arco del 2020 e dalla perdita cumulativa del PIL reale osservata nel periodo 2020-2021.

Il prefinanziamento del dispositivo per la ripresa e la resilienza si versa nel 2021 e dovrebbe essere pari al 10 %.

I parametri per la valutazione individuati nell’accordo del Consiglio europeo sono:

  • la coerenza con le raccomandazioni specifiche per Paese (CSR);
  • il rafforzamento del potenziale di crescita, della creazione di posti di lavoro e della resilienza sociale ed economica dello Stato membro;
  • l’effettivo contributo alla transizione verde e digitale (condizione preliminare ai fini di una valutazione positiva).

Il PNRR prevede:

  • una spiegazione della rispondenza alle sfide e priorità specifiche per paese individuate nel contesto del semestre europeo;
  • un potenziale in termini di crescita;
  • la creazione di posti di lavoro e di resilienza sociale ed economica dello Stato membro interessato;
  • l’ attenuazione dell’impatto sociale ed economico della crisi e il contributo a migliorare la coesione sociale e territoriale e a rafforzare la convergenza;
  • il contributo del piano alle transizioni verde e digitale o le sfide che ne conseguono;
  • i target intermedi e finali previsti e un calendario indicativo dell’attuazione delle riforme e degli investimenti;
  • i progetti di investimento previsti e il relativo periodo di investimento;
  • la stima del costo totale delle riforme e degli investimenti (denominata anche “stima del costo totale del piano per la ripresa e la resilienza”). Stima fondata su una motivazione adeguata e una spiegazione di come tale costo sia commisurato all’impatto atteso sull’economia e sull’occupazione;
  • se del caso, informazioni su finanziamenti dell’Unione esistenti o previsti;
  • le misure di accompagnamento che possono essere necessarie;
  • una giustificazione della coerenza del piano per la ripresa e la resilienza;
  • le modalità per l’attuazione effettiva del piano per la ripresa e la resilienza da parte dello Stato membro interessato, compresi i target intermedi e finali proposti e i relativi indicatori;
  • se del caso, la richiesta di sostegno sotto forma di prestito e i target intermedi supplementari di cui all’articolo 12, paragrafi 2 e 3, e i relativi elementi;
  • qualsiasi altra informazione pertinente.

PNRR: gli interventi su rivoluzione verde e transizione ecologica  

Questa è una delle missioni su cui si articola il PNRR (Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza) e per la quale vengono stanziati 69,96 miliardi.

Si struttura in 4 componenti ed è volta a realizzare la transizione verde ed ecologica della società e dell’economia per rendere il sistema sostenibile e garantire la sua competitività.

Tale missione comprende:

  • interventi per l’agricoltura sostenibile e per migliorare la capacità di gestione dei rifiuti;
  • programmi di investimento e ricerca per le fonti di energia rinnovabili;
  • investimenti per lo sviluppo delle principali filiere industriali della transizione ecologica e la mobilità sostenibile.

Prevede azioni per l’efficientamento del patrimonio immobiliare pubblico e privato e iniziative per il contrasto al dissesto idrogeologico.

Questo per salvaguardare e promuovere la biodiversità del territorio, e per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento e la gestione sostenibile ed efficiente delle risorse idriche.

PNRR e programmi per il comparto agricolo

È uno specifico piano di investimenti diretto a potenziare il Sistema informativo agricolo nazionale (Sian), favorendone la sinergia con gli interventi previsti nell’ambito del Piano straordinario per la space economy.

Per il comparto agricolo vengono stanziati:

  • 800 milioni per la logistica;
  • 1,5 miliardi per sostituire le coperture degli stabilimenti agricoli con impianti fotovoltaici (il cosiddetto agrisolare);
  • 500 milioni per l’ammodernamento delle macchine agricole e 1,2 miliardi, nel fondo complementare, per i contratti di filiera, che spingeranno il settore agricolo verso un’innovazione profonda.

Inoltre si stanziano quasi 2 miliardi per lo sviluppo della produzione e delle tecnologie inerenti il biogas e il biometano. Si stanziano 880 milioni per gli invasi e il sistema irriguo.

In questo modo è possibile aumentare la capacità di raccolta dell’acqua piovana, proteggendo questa risorsa fondamentale, per le persone e per l’ambiente.

Al di fuori del PNRR (Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza) c’è la cosiddetta programmazione complementare finanziata con 30.6 miliardi di euro, attraverso lo scostamento di bilancio pluriennale da poco approvato.

Questo fondo prevede tre linee di investimento che in modo diretto o indiretto riguardano il sistema agroalimentare.

La prima va a finanziare, con 1,2 miliardi di euro, i contratti di filiera e di distretto che vengono attuati dal Mipaaf.

Beneficiano della misura le imprese attive nei settori agroalimentari, pesca, acquacultura, silvicoltura e vivaismo che realizzano progetti di investimento collettivi.

La seconda è un supplemento di 4,48 mld alla misura Transizione 4.0 e la terza riguarda il miglioramento dell’accessibilità e della sicurezza delle strade relative alle aree interne del paese (300 mln di euro).   

Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza e le misure rivolte alla produzione energie rinnovabili

Le misure stabilite nel PNRR sono due:

  • la prima misura è sullo sviluppo agro-voltaico. Tale misura ha come obiettivo quello di diffondere impianti di medie e grandi dimensioni. In che Modo? Utilizzando dei sistemi ibridi nel quale l’attività agricola e la produzione di energia già convivono senza però compromettere l’utilizzo di terreni a fini produttivi.
  • L’altra misura e rivolta alla realizzazione di un progetto sullo sviluppo del biometano da veicolare nella rete gas. Uno degli obiettivi è quello di convertire e migliorare l’efficienza degli impianti biogas agricoli esistenti verso la produzione totale o parziale del biometano. Tale produzione sarà utilizzata nel settore industriale, terziario e dei trasporti. Tale misura prevede di erogare un contributo a fondo perduto per comprimere il 40% del costo dell’investimento.  

Sono stanziati 850 mln per investimenti nella resilienza dell’agrosistema irriguo in modo tale da migliorare la gestione delle risorse idriche.

Con tale intervento si va a finanziare investimenti di tipo infrastrutturale. In questo modo è possibile avere una maggiore e più costante disponibilità di acqua per l’irrigazione.

Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura 

Stanziati per questa missione 50,07 mld. È costituita da 3 componenti e sostiene la transizione digitale del Paese, nella modernizzazione della pubblica amministrazione, nelle infrastrutture di comunicazione e nel sistema produttivo.

Ha l’obiettivo di garantire la copertura di tutto il territorio con reti a banda ultra-larga, migliorare la competitività delle filiere industriali, agevolare l’internazionalizzazione delle imprese e investire sul rilancio di due settori che caratterizzano l’Italia: il turismo e la cultura.

Il PNRR prevede investimenti pari a:

  • 500 milioni dedicati a piattaforme e strategie digitali per l’accesso al patrimonio culturale;
  • 300 milioni per la rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi per permettere un più ampio accesso e partecipazione alla cultura;
  • 300 milioni per migliorare l’efficienza energetica di cinema, teatri e musei.

Riguardo alla rigenerazione culturale di siti turistici, 1,02 miliardi saranno investiti per l’attrazione delle piccole città storiche;

  • 600 milioni per la protezione e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale;
  • 300 milioni per programmi di valorizzazione dell’indentità dei luoghi, parchi e giardini storici, rigenerazione delle periferie urbane;
  • 500 milioni per la sicurezza sismica nei luoghi di culto e restauro del patrimonio Fec.

Le risorse per il turismo 4.0 si suddividono in:

  • 1,8 miliardi per strumenti di sostegno alle politiche per il turismo;
  • 500 milioni per Caput Mundi (Next Generation Eu per grandi eventi turistici);
  • 100 milioni per Hub del turismo digitale.

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